Volti del Cross

Foto: Jeff Curtes

L'aria frizzante d'autunno, l'odore dell'embrocazione sulla linea di partenza e la corsa in bici anaerobica attraverso campi fangosi possono significare una cosa sola: la stagione del ciclocross. Come molti ciclisti, noi di ENVE abbiamo una profonda passione per questa disciplina e passiamo gran parte dell'anno ad aspettare l'autunno e l'opportunità di sfidare gli elementi e resistere un'ora in una cacofonia di campanacci, tifosi che fanno il verso e rifornimenti a mano.

Cosa rende il ciclocross così affascinante per molti? È il brivido di cercare di rimanere concentrati, a corto di fiato, mentre si naviga una sezione tecnica del percorso? Forse è l'adrenalina che scaturisce da un attacco ben assestato? O magari è una sezione di barriere eseguita alla perfezione, affinata con ore di pratica, quando si è completamente al limite? O è la cameratismo del battersi ruota a ruota con un avversario per 60 minuti e, dopo, condividere una birra rivivendo gli episodi della gara?

Il ciclocross è una nuova avventura ogni fine settimana, su percorsi variabili e con condizioni meteorologiche diverse. Questi elementi dinamici aggiungono unicità: certe circostanze possono favorire un corridore un fine settimana e ostacolarlo il successivo. Forse è proprio questo che ci fa tornare a volerne ancora. Cosa rimane costante durante tutta la stagione? La competizione è sempre accesa ed è il momento in cui ti spingi al massimo e ti diverti di più su due ruote.